sabato 12 dicembre 2009

Sottotitolato.

Non so mai che titolo dare, allora penso mi convenga sottotitolare per fluidificare il senso e lasciare che scorra adattandosi alla forma che prende via via il post. Adotterò i sottotitoli perché ad essi non è richiesto altro che suggerire dalla buca, con discrezione, come una fila di formiche invisibile alla platea che s'inerpica fin su la testa portando frammenti d'idee, così, giusto per aiutare la mia mente a non distrarsi troppo, impegnata com'è a mettere a fuoco la sarabanda d'immagini alle quali ha concesso bonariamente diritto d'asilo. Ho tentato e ritentato ma non c'è nulla da fare, i poveri titoli che concepisco a fatica escono fuori sempre troppo insipidi. Io stessa non li so associare al testo che, tutto sommato, continua ad interpretare il desiderio che ho di imprimere i miei pensieri. Mi conviene non titolare affatto visto che nel mio caso il titolo è fuorviante, disorienta me e i potenziali lettori distraendoci dalle sue pure intenzioni. Mi conviene sottotitolare quello che fa troppo male sentirsi dire a chiara voce da se stessi.